il rischio idrogeologico
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Il rischio idrogeologico è il valore atteso di perdite umane, di feriti, di danni alle proprietà ed alle attività economiche a causa di una frana o all'alluvione, che si verifica in una certa area e in un determinato periodo.

In seguito al decreto legislativo n°180 del 1998, noto come "Decreto Sarno", le Regioni, tramite le Autorità di Bacino hanno individuato le aree a rischio idrogeologico elevato (PI3- PF3) e molto elevato (PI4-PF4).

Attraverso l'individuazione di aree con grado di pericolosità diverso e con norme di tutela appropriate, si è così elaborato il Piano di Assetto Idrogeologico (PAI), volto soprattutto alla definizione delle condizioni d'uso del territorio per prevenire il rischio esistente attraverso il mantenimento e il recupero di condizioni di equilibrio.

Per il territorio del Circondario Empolese Valdelsa vengono riportate di seguito il numero di abitanti e le percentuali sul totale della popolazione considerata in pericolosità idrogeologica.

Perimetrazione delle aree con pericolosita' idraulica

PERIMETRAZIONE DELLE AREE CON PERICOLOSITA' DA FENOMENI GEOMORFOLOGICI DI VERSANTE

Tipologie Frane

Una frana si verifica quando masse di materiale roccioso si staccano dai versanti dei rilievi dando luogo alla discesa più o meno veloce di cospicue masse litoidi cospicue sotto la spinta della forza di gravità.

Ogni frana è un evento a sé, nel senso che può essere generata e si può sviluppare a seguito di elementi e situazioni locali molto varie.

Essa è caratterizzata da fattori predisponenti che creano situazioni favorevoli alla sua generazione, come la natura e la struttura del suolo, la pendenza dei versanti o l'inclinazione degli strati; e da fattori determinanti, ossia quelli che danno il via al movimento franoso, quali le piogge incessanti, le infiltrazioni d'acqua nel terreno per la mancanza e l'incuria di regimazione delle acque.

Le frane possono essere classificate per tipologia, quindi si ha: il crollo (n°1), il ribaltamento (n°2), lo scivolamento rotazionale (3), lo scivolamento traslativo (4) e l'espansione (5) e evoluzione di una frana (6).

Nelle frane più comuni è possibile distinguere tre parti principali: la nicchia di distacco che è quella intaccatura del pendio che segna il limite della porzione di roccia rimasta a posto da quella franata ed è di forma assai varia a seconda della causa che provoca la frana e la natura della roccia in cui questa si sviluppa; l'alveo di frana o pendio di frana che è il solco o il pendio sul quale si sono spostati i materiali franati; l'accumulo di frana formato dai detriti rocciosi che dopo aver percorso un tragitto più o meno lungo, si sono arrestati ammucchiandosi in maniera spesso caotica.

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A cura del Centro Intercomunale di Protezione Civile