il rischio sismico
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Il rischio sismico si definisce come l'insieme dei possibili effetti che un terremoto può produrre in un determinato intervallo di tempo, in una determinata area, in relazione alla sua probabilità di accadimento ed al relativo grado di intensità.

Occorre ricordare che il terremoto è un fenomeno non prevedibile che può avere effetti devastanti anche se di breve durata. L'impossibilità di prevedere i terremoti determina, la necessità di un'accurata ed estesa opera di prevenzione.

Di fatto soltanto nel dicembre 2002, dopo i tragici eventi del Molise, il Governo ha ritenuto di accelerare i tempi elaborando una proposta di riclassificazione sismica da presentare alle Regioni.

In seguito il Presidente del Consiglio dei Ministri ha approvato con l'Ordinanza n° 3274 del 20 marzo 2002, i criteri generali per la classificazione sismica del territorio nazionale e le normative tecniche per le costruzioni in zona sismica, in accordo con le Regioni alle quali restano, comunque, attribuite le competenze di cui all'art. 93, comma 1, lettera g) del Decreto Legislativo n. 112 del 31 marzo 1998.

Secondo la nuova classificazione sismica i Comuni del Circondario Empolese Valdelsa (riportati nella tabella in giallo) mantengono la loro categoria di classificazione nonostante che secondo la proposta del SSN del 1998 tutti ed 11 i Comuni del Circondario dovessero essere inclusi in una classe di maggior rischio sismico.

Gli eventi sismici avvenuti in Toscana e in particolare nel territorio del Circondario Empolese Valdelsa, nel biennio 2003 e 2004 come registrati dalla rete sismica nazionale dell'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) che in tempo reale determina le coordinate dell'epicentro, la profondità, la magnitudo e altri dati e consultabili collegandosi alle seguenti pagine web:
http://www.rete.toscana.it/sett/pta/sismica/eventi/eventi2003.htm
http://www.rete.toscana.it/sett/pta/sismica/eventi/eventi2004.htm

Piccolo Glossario di Sismologia

La scala Richter fu introdotta negli anni '30 da un sismologo americano Charles Richter e misura la magnitudo cioè l'energia sprigionata da un terremoto nel punto in cui esso si è originato (ipocentro). Si esprime attraverso il logaritmo decimale del rapporto fra l'ampiezza registrata da un particolare strumento, il pendolo torsionale Wood - Anderson, e una ampiezza di riferimento. La Magnitudo Richter può essere calcolata solo per terremoti che avvengono a distanza minore di 600 km dalla stazione che ha registrato l'evento.

La Scala Mercalli - Cancani - Siberg (MCS) fu elaborata all'inizio del 1900 dal sismologo Mercalli e misura l'intensità di un terremoto ovvero gli effetti che questo ha prodotto sull'uomo, sugli edifici presenti nell'area colpita dal sisma e sull'ambiente.


Onde longitudinali (onde P) onde sismiche al cui passaggio le particelle di rocciaoscillano avanti e indietro nella direzione di propagazione delle stesse. La roccia così subisce rapide variazioni di volume comprimendosi e dilatandosi alternativamente. Sono le onde più veloci, per cui sono dette onde primae (o P), si muovono nella crosta con velocità di 4 - 8 km/s possono propagarsi in ogni mezzo nelle rocce più compatte come nel magma fuso, nell'acqua e nell'aria: il rombo che anticipa il terremoto è dovuto alle onde P che arrivano in superficie e provocano spostamenti d'aria con frequenze che rientrano in parte nella banda di quelle percepibili dall'orecchio umano.

Onde di taglio (onde S) onde sismiche che si propagano in modo trasversale, generando oscillazioni perpendicolari alla direzione di propagazione nelle particelle di roccia provocando variazioni di forma, ma non di volume. Sono più lente delle onde P infatti nella crosta viaggiano con velocità variabile tra 2,3 - 4,6 Km/s e per questo vengono anche chiamate onde secundae (S). Hanno però la particolarità di non trasmettersi attraverso i fluidi è per questo che se esse nel loro movimento incontrano una massa di magma fuso si smorzano rapidamente e non si propagano ulteriormente in quella direzione.

Onde superficiali onde sismiche che si generano quando le onde interne P ed S raggiungono la superficie terrestre; sono più lunghe di quelle interne da cui derivano, ma si muovono più lentamente a 2,7 Km/s le onde R (onde Rayleigh) e a circa 3 km/s le onde L (onde Love) e possono percorrere lunghissime distanze, anche più volte il giro del mondo, prima di estinguersi.

Ipocentro il punto della crosta terrestre in cui si libera l'energia del terremoto propagandosi per onde sferiche attraverso tutta la terra.

Epicentro il punto sulla superficie terrestre dalla verticale dell'ipocentro. In questo punto arrivano onde di ogni frequenza e velocità e il terreno vibra a lungo e più violentemente che se fosse raggiunto da una sola sequenza di onde, è per questo che i sismografi posti nelle vicinanze dell'epicentro spesso vanno fuori scala e forniscono registrazioni confuse e non attendibili.

Sismografo è uno strumento che trasforma il complesso movimento del suolo durante un terremoto in una registrazione permanente. È uno strumento che si basa sull'inerzia di una massa sospesa, che tende a rimanere immobile anche quando il supporto si muove. Un pennino solidale con la massa lascia una traccia su una striscia di carta che ruota a mezzo di un rullo solidale con il suolo: si registrano così le vibrazioni del suolo rispetto alla massa, teoricamente ferma nello spazio. Per analizzare in maniera completa il movimento del suolo se ne registrano separatamente le componenti secondo un sistema di tre assi perpendicolari. In ogni stazione sismica, quindi, sono contemporaneamente in funzione tre sismografi: una registra la componente del movimento sul piano verticale, gli altri registrano due componenti del movimento sul piano orizzontale tra di loro perpendicolari.

Mantello costituisce gran parte del globo terrestre, è compreso tra la crosta e il nucleo fino a 2883 Km di profondità e fomato da rocce "plastiche" cioè rocce allo stato intermedio tra quello solido e quello liquido.

Crosta terrestre parte superficiale della terra compresa tra la superficie libera e il mantello. La profondità della crosta varia tra i 6 e i 7 km sotto gli oceani ed i 50 km sotto i continenti.

Pericolosità sismica valore dello scuotimento prodotto dal terremoto che ci si attende in una determinata area.

Rischio sismico valore complessivo del danno atteso da un terremoto in una determinata zona sismica.

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A cura del Centro Intercomunale di Protezione Civile